sabato 28 agosto 2010

TRADIZIONALE CORSA DEL CARRO

Piazza Vittorio Emanuele II - Domenica 5 settembre ore 11.30


coppia di buoi a trainare il carro (foto: G. Fogliato, 2009)

Da quest’anno la tradizionale Corsa del Carro sarà affiancata da un momento molto significativo per l’intera Comunità: la Benedizione dei Bambini. Sono invitati tutti i bambini fino ai 14 anni, ai quali verrà consegnato un palloncino (con la possibilità di personalizzarlo con un messaggio ed il proprio recapito, sperando di stabilire così nuovi contatti con coloro che eventualmente dovessero raccoglierlo) da liberare nell’aria.
Si fa riferimento alla corsa del carro a Pralormo da almeno un paio di secoli e Mons.Pietro Giuseppe Conti nel suo libro “Avventure di un parroco nella diocesi di Asti” del 1903 riferisce di aver trovato citazioni del carro nell’archivio parrocchiale dell’epoca risalenti al 1734.
A Pralormo, come in altri paesi del Piemonte (si ricordano ad esempio Riva presso Chieri, Chieri, Villanova e San Paolo Solbrito), è usanza far correre il carro in occasione della festa patronale. La tradizione vuole che sia un carro di legno a quattro ruote trainato da buoi, ma con il passare del tempo è stato modernizzato e adatto alle varie realtà locali. Il principale scopo della corsa del carro era quello di raccogliere fondi per le necessità della Chiesa dedicata al Santo Patrono. Il compito di organizzare e gestire la colletta è affidato annualmente a due rettori (anche detti "masiè"): quest'anno sono i coniugi Renato e Nadia Burzio con il subentro (per il prossimo anno) di Livio e Antonietta Rinaudo.
Con il tempo a questo primo aspetto se ne aggiunsero altri quali la processione per le vie del paese , la recita degli “stranot” e l’incanto del cappello. Da diversi anni (oltre 20) a Pralormo il carro non si muove dalla piazza dal momento che lo spostamento lungo via Umberto I è stato ritenuto troppo dispersivo.
Gli “stranot” sono poesie dialettali i cui contenuti o inneggiano le azioni buone della collettività o sbeffeggiano quelle meno buone di quanti sono preposti alla gestione del bene comune.
L’incanto del cappello, altra peculiarità del carro di Pralormo e di pochi altri nella zona, ricorda le “badie” o compagnie virili, un tempo molto in voga nei paesi. La conquista del cappello tramite incanto conferiva a chi ne veniva in possesso, potere, autorità e immunità e lo incoronava “Re della festa”. E’ una tradizione che non si è mai spenta nei secoli.
Grazie alla collaborazione ed all'intervento dell'Amministrazione comunale dall’anno scorso il carro sarà nuovamente "trainato" (in realtà rimane fermo in piazza di fronte alla Chiesa) da una coppia di buoi vestiti con i paramenti della festa, così come avveniva in passato: sono circa 40 anni che non avveniva più! Addirittura nei primi anni ottanta il carro veniva trainato da un trattore "nuovo di fabbrica, offerto per l'occasione da un concessionario della zona".
Dal 2008, un componente di ciascun borgo di Pralormo, sale sul carro per recitare un breve “stranot” propiziatorio.
Al termine seguirà il rinfresco offerto dai Rettori.

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